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Facolta: Economia
Corso: Economia e Commercio
Anteprima dell’appunto:

Una delle prime forme di espressione universalmente riconosciuta, l’arte nelle sue varie forme (pittura, scultura, musica, poesia, danza, architettura, teatro, fotografia, cinema) ha accompagnato l’uomo nella sua evoluzione, assumendo nei secoli valori e significati a volte diametralmente opposti: mezzo per l’affermazione della collettivit o dell’individuo; strumento per l’esaltazione dello Stato o della lotta contro di esso, da incoraggiare e patrocinare nel primo caso, da ostacolare e censurare nel secondo; privilegio di pochi o patrimonio di tutti; manifestazione di Dio o del Diavolo; specchio dei sentimenti e del pensiero di un’epoca, recupero dei valori del passato o avanguardia di cambiamenti futuri. Anche se si volesse stabilire quale sia la reale utilit dell’arte, magari valutandola in base ad uno dei parametri che dominano la nostra societ qual il denaro, le opinioni sarebbero contrastanti. Negli ultimi anni questo dibattito si spesso riproposto a proposito dell’opportunit della commistione tra economia e cultura. Il problema storico del rapporto tra arte e denaro (arte piegata alle regole del mercato o “arte fine a se stessa”) si ripropone oggigiorno sotto un’ottica diversa: volendo affermare la rilevanza dell’arte anche come attivit economica, viene avvertita da alcuni tra economisti ed operatori del settore la necessit di adottare un approccio allo studio e alla gestione dei beni culturali orientato ai principi dell’economia. In Italia, ad esempio, il dibattito viene spesso sintetizzato nella contrapposizione tra settore pubblico e privato, visti rispettivamente come i rappresentanti del benessere collettivo e del profitto individuale, e come tali operanti nella gestione dei beni culturali seguendo priorit, interessi e valori divergenti. In particolare, si possono individuare due concetti alla base delle rispettive posizioni: tutela e valorizzazione.
Stimolati dagli avvenimenti e dai nostri interessi personali, anche noi abbiamo voluto fornire il nostro contributo, focalizzando l’analisi su due aspetti del mondo della cultura e dell’economia: il museo e il marketing. Dalla nascita delle prime collezioni “pubbliche” nel XVIII secolo il museo non ha mai riscontrato l’interesse, il successo, il riconoscimento sociale di questi ultimi anni. Tutto ci testimoniato da un fiorire di nuove iniziative: istituzione di nuovi musei, riapertura di vecchi, arricchimento dei servizi offerti. Allo stesso tempo, viene sentita in maniera sempre maggiore la necessit e l’opportunit di sperimentare nuovi modelli organizzativi e gestionali delle strutture museali: la partecipazione dei privati al finanziamento delle iniziative culturali; il riconoscimento di una maggiore autonomia organizzativa, finanziaria e contabile; l’apertura al mercato per l’erogazione dei servizi offerti. Vogliamo analizzare l’evoluzione dal museo tradizionale, struttura product-oriented, preoccupata principalmente a conservare, studiare, ricercare, inventariare, catalogare e tutelare oggetti, opere e collezioni, al museo market-oriented, in cui l’erogazione del servizio museale avviene basandosi sui bisogni del visitatore, in un’ottica di orientamento al consumatore propria della disciplina del marketing, finalizzata a favorire l’incontro tra domanda ed offerta.


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