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Facolta: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Corso: Biotecnologie
Anteprima dell’appunto:

La Sindrome Respiratoria Grave Acuta, detta SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), è una malattia infettiva causata da un nuovo coronavirus in grado di arrecare deleterie patologie polmonari.
Il virus identificato come agente che provoca la SARS è stato isolato grazie ad un lavoro di collaborazione dei vari laboratori appartenenti al WHO. Il SARS-CoV rappresenta il primo membro di un nuovo gruppo di coronavirus.
SARS-CoV è organizzato in 13-15 ORFs (open reading frames) contenenti approssimativamente 30000 nucleotidi. I differenti ORFs di SARS-CoV sono collegati ai principali geni virali come quello della proteasi, della replicasi, e delle altre proteine strutturali. In comune con tutte le infezioni dovute a coronavirus, dopo l’infezione SARS coronavirus indice la sintesi di 3’ coterminal sets di mRNA subgenomico nella cellula target. SARS-CoV possiede tre proteine di involucro, spike (S), envelope (E) e la proteina di membrana (M); non possiede la proteina emmaglutinina esterasi (HE), presente in alcuni coronavirus del secondo gruppo. Le proteine strutturali del nostro coronavirus sono target di potenziali agenti terapeutici.
L’epidemia di Sindrome Respiratoria Grave Acuta ha fatto emergere in maniera massiccia l’esigenza di un veloce sviluppo di farmaci antivirali efficaci contro questo virus. I ricercatori hanno sfruttato la battaglia di 20 anni contro l’AIDS, per attingere ad una varietà di possibili trattamenti da usare contro la SARS. I più importanti, basati sulle informazioni provenienti dal genoma virale, sui repressori dei geni virali e sugli inibitori di legame, fusione e ingresso del virus, sono stati suggeriti come potenziali agenti terapeutici contro il SARS-CoV. In particolare, gli inibitori di ingresso del virus, sono stati “progettati” basandosi sull’enfuvirtide recentemente lanciato come farmaco anti-HIV. Ciò ha rappresentato una via più diretta che ha portato alla scoperta di farmaci antivirali partendo dal genoma dell’agente patogeno in questione.
Il ciclo vitale di SARS-CoV è vulnerabile in diversi punti da parte di agenti terapeutici. Il virus si lega al recettore cellulare. Fuori della cellula l’interazione con il recettore può essere bloccata per mezzo di un co-recettore antagonista che previene l’inizio dello stadio successivo, la fusione della membrana virale con quella della cellula. Un inibitore di fusione blocca l’unione delle due membrane, dopodiché si ha il processamento di RNA virale. All’interno della cellula la traduzione e la moltiplicazione dell’RNA virale possono essere bloccate da un inibitore della polimerasi o dell’elicasi. La traduzione delle proteine virali può essere inibita bloccando l’mRNA capping. Si ha poi la maturazione proteica; le proteine virali non maturano in presenza di inibitori delle proteasi rendendole inutilizzabili.
Risultati sperimentali hanno indicato l’acido aurintricarbossilico (ATA) come inibitore della replicazione di SARS-CoV all’interno di cellule ospiti, per mezzo di un’interazione con la RdRp virale. Questa inibizione suggerisce un uso dell’acido aurintricarbossilico come farmaco antivirale.
La clorochina ha una forte attività antivirale sulle cellule di primate infettate. In aggiunta alle ben note capacità della clorochina di far innalzare il pH endosomiale, sembra che essa sia in grado di interferire con la glicosilazione terminale del recettore ACE2. Questo va ad influenzare negativamente il legame del virus con la cellula target andando ad annullare l’infezione.
La ribavirina è un nucleoside antivirale ad ampio spettro utilizzato con successo per il trattamento di altre patologie, impiegato nel trattamento di pazienti affetti da SARS. Il meccanismo d’azione della ribavirina è stato studiato per decadi intere. Questi studi hanno suggerito che l’attività antivirale della ribavirina sia collegata alla sua capacità di impedire il capping dei trascritti virali.
Studi recenti indicano che la S protein di SARS-CoV e i frammenti derivanti dalla stessa sono i migliori candidati per la produzione di vaccini ricombinanti. E’ stato espresso il frammento N-term di SARS-CoV S protein (S1) in piante di pomodoro e di tabacco a basso tasso di nicotina. L’incorporazione del frammento S1 all’interno del genoma delle piante in questione e la bontà del suo trascritto sono state valutate attraverso PCR e RT-PCR. L’alto livello di espressione della proteina ricombinante S1 è stato osservato in diverse linee transgeniche per mezzo di Western blot usando anticorpi specifici. L’antigene derivato da queste piante si è dimostrato in grado di indurre una risposta immunitaria nel topo. E’ stato mostrato un aumento dei livelli di IgA specifici per il SARS-CoV, in topi che avevano ingerito frutti di pomodoro transgenico che esprimevano la proteina S1.


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