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Facolta: Economia
Corso: Economia Aziendale
Anteprima dell’appunto:

Il settore editoriale librario, fino a tutti gli anni Ottanta, stato facilmente identificabile dal punto di vista delle tecnologie di riferimento, delle caratteristiche dei prodotti, dei canali e delle regole di distribuzione. Ci ha sostanzialmente significato che le competenze e i ruoli distintivi che caratterizzavano nell’arena competitiva gli attori chiave risultavano definite dalle caratteristiche dei diversi sistemi del valore; che i gradi di libert a disposizione delle imprese per individuare le proprie fonti di vantaggio competitivo erano condivise all’interno del settore in quanto le matrici d’impresa erano comuni. Inoltre, il segmento si caratterizzava storicamente per ben identificabili combinazioni di supporto/canale: enciclopedia/porta-a-porta; “varia” adulti e ragazzi/libreria (con le sue diverse tipologie d’impresa; scolastici/libreria scolastica e/o cartolibreria; fascicoli e collezionabili/edicola, ecc.).
In altre parole: le strategie competitive degli editori potevano giocarsi tutte all’interno dei confini definiti e il successo risultava strettamente connesso con la capacit dell’impresa editrice di essere pi efficiente dei suoi concorrenti nel seguire le regole del gioco definite nel settore.
Tutto questo ha iniziato a venir meno nel momento in cui l’innovazione tecnologica nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni, offrendo l’opportunit alle imprese di utilizzare diversi tipi di supporto attraverso cui distribuire i propri prodotti, ha iniziato a disegnare un sistema competitivo dai confini meno netti e con regole del gioco diverse rispetto al passato.
Lo straordinario sviluppo dei nuovi media elettronici ci pone davanti, al volgere di questo millennio, a una rivoluzione nella comunicazione paragonabile soltanto a quelle verificatesi con il passaggio dalla cultura orale alla cultura scritta e con l’introduzione della stampa a caratteri mobili. L’avvento dell’editoria elettronica, se dischiude nuove e stimolanti prospettive suscitando aspettative di profondi mutamenti in ogni ambito e attivit della vita dell’uomo, propone per anche molti interrogativi riguardo alle circostanze, alle modalit, all’evoluzione futura dei processi innovativi in atto. Si pensi, ad esempio, ai problemi che gli operatori del settore si trovano a dover affrontare riguardo alla produzione, alla distribuzione, ai costi dei nuovi prodotti o alla urgenza di rivedere la l’intera normativa del diritto di autore o all’impegno richiesto dalla formazione e dall’aggiornamento professionale.
Oltretutto, in questo nuovo quadro che si va delineando per le case editrici, i concorrenti non sono pi esclusivamente di matrice editoriale, ma anche produttori di beni e servizi con catene del valore molto diverse rispetto a quelle editoriali. Uno scenario che pone le imprese editrici di fronte a due passaggi strategici fondamentali:
· aumento dei gradi di manovra, cio delle opportunit per gli editori di ridefinire i propri obiettivi e le aree entro cui operare;
· minore difendibilit del proprio vantaggio competitivo, non solo per la molteplicit di conoscenze tecniche indispensabili per competere nei nuovi segmenti di mercato, ma anche per l’ingresso di imprese con maggiori fonti di vantaggio competitivo.
La condizione che caratterizza attualmente l’editoria libraria di sospensione tra ci che non pi e ci che non ancora. Una sospensione per ci che non pi e ci che ancora che pu far rischiare di perdere alle imprese la capacit di leggere ci che sta accadendo sopra e sotto la filiera editoriale. Anche perch ci che avviene, accade sempre pi spesso in zone in cui gli editori di libri non erano mai stati abituati a guardare.


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